Programmare il fundraising: non partire allo sbaraglio!

Il fundraising è un’azione, o meglio un insieme di azioni mirate, che vanno pensate e programmate, e soprattutto monitorate con cura e metodo; ciò non vale solamente per le grandi Organizzazioni strutturate, ma è importante che anche le piccole Associazioni entrino in quest’ottica in modo da massimizzare i risultati.

Il punto di partenza: l’organizzazione annuale

Con il termine raccolta fondi (o fundraising) – secondo una definizione di Valerio Melandri “Manuale del fundraising” – si intende “il complesso di attività che l’Organizzazione Non Profit mette in atto per la creazione di rapporti d’interesse fra chi chiede risorse economiche, materiali e umane in coerenza con lo con lo scopo statutario e chi è potenzialmente disponibile a donarle”.

Questo complesso di attività va studiato e organizzato su base annuale innanzitutto partendo dalla definizione degli obiettivi concreti che si vuole raggiungere a breve, medio e lungo termine.

Armiamoci così di carta e penna, o di un buon software che gestisca tutta la nostra programmazione, e iniziamo con rispondere ad alcuni semplici ma importanti quesiti:

  • Cosa sta facendo attualmente la mia Organizzazione?
  • Cosa voglio raggiungere nell’arco di 12 mesi? Più donatori, maggiore fidelizzazione di quelli attuali? Aumentare i ricavi delle donazioni? Di quanto?
  • Su cosa posso concentrarmi in primo luogo? (partiamo da quello che risulta più semplice e alla nostra portata, ovviamente).
  • Come sto fidelizzando gli attuali donatori? Potrei fare altro per loro?
  • Cosa posso creare per raggiungere altri potenziali donatori? Quali occasioni sfruttare?

Programmare il fundraising del singolo evento/campagna

Bene! Abbiamo definito gli obiettivi generali. Questo ci aiuterà ad avere un elenco, più o meno definitivo, delle prossime attività da proporre in base a:

  • i flussi stagionali delle campagne (es. il 5x1000 va proposto in un determinato periodo dell’anno)
  • gli eventi e le iniziative “storiche” dell’Associazione: sicuramente abbiamo già degli eventi annuali che ormai hanno permesso di farci riconoscere e che i donatori, in un certo senso, si aspettano;
  • la programmazione esterna, per inserirsi in un contesto sociale e riuscire a raggiungere nuove persone. A quali eventi e iniziative esterne posso allacciarmi per sfruttare nuove sinergie?

Per ogni singolo evento, o campagna, poi facciamoci una tabella che identifichi:

  • gli obiettivi specifici
  • i beneficiari della singola azione
  • il segmento di donatori a cui rivolgerci
  • i mezzi da utilizzare (media, social, altri strumenti di comunicazione) per raggiungerli
  • le risorse che ho a disposizione (economiche, volontari, ecc.)
  • i tempi previsti per la realizzazione

Non trascurare poi il post evento: è una fase importantissima che chiude il cerchio a tutta la programmazione e ci permette di capire se le aspettative sono state mantenute.

Non dimenticare poi che, soprattutto in questo periodo, quando si parla di evento o campagna non è necessario pensare ad attività plenarie con partecipazione fisica delle persone, ma è possibile anche organizzare una campagna e un evento virtuale, grazie all’utilizzo di strumenti come i social, dirette e webinar, newsletter o le piattaforme per il crowdfunding ☺

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